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Hypermyth Articolo tratto da http://sseiya.altervista.org/index2.htm
L'Hypermith è un testo scritto da Kurumada
per spiegare i presupposti mitologici alla base di Saint
Seiya. Pare che sul web esistano numerosi Hypermith, ma nn
si sa con certezza quale sia l'originale.. Io, dal basso
della mia incompetenza, ne ho trovato solo uno in italiano
(sul sito http://www.geocities.com/sirio01_it/),
e ve lo presento qui di seguito. E' una lettura molto
interessante e presenta numerose sorprese (come le origini
del grande Mu!), Tutti i guerrieri più valorosi morirono uno ad uno, ed a difesa della Terra restarono solo degli adolescenti. Atena non volle veder morire anche loro ed alla fine decise di armarli con speciali armature. Per crearle, chiamò gli speciali alchimisti del continente di Mur , isola del Pacifico. Fu Atena stessa a disegnare le forme delle armature, ispirandosi alle costellazioni celesti ed allo spirito della Divina Volontà insito nelle stelle principali. Per questo motivo un cavaliere per indossare un'armatura deve essere in armonia con la relativa costellazione. Per indossare un'armatura d'oro inoltre è necessario essere dello stesso segno zodiacale della costellazione. Le armature furono costruite usando sia l'Orialcon che una lega sconosciuta, il Gamanion, e soprattutto la Polvere di Stelle, che contiene parte della Volontà Divina ed è la fonte di vita delle armature. Entrambi queste elementi sono usati da Mur quando ripara le armature di bronzo, ed infatti Mur e Kiki, così come Sion, sarebbero gli ultimi discendenti del popolo di Mu. La mitica isola andò in seguito distrutta nel corso di una battaglia fra i cavalieri ed i Titani, forse richiamati sulla terra da Hades. Le armature sono divise in tre categorie: 12 d'oro, 24 d'argento e 48 di bronzo, oltre a 4 di materiale sconosciuto, possono rigenerarsi se danneggiate e si riparano più in fretta se riposte negli scrigni metallici in cui sono contenute. Aiutata dai suoi cavalieri, Atena sconfisse Nettuno ed i suoi generali, respingendoli negli abissi. Oltraggiato, Nettuno riunì tutti i suoi fedeli in un'enorme tempio ad Atlantide. Contro di loro, Atena inviò otto cavalieri col compito di distruggere il tempio e sconfiggere definitivamente Nettuno ed i generali. Atlantide si inabissò per la violenza dello scontro, ma alla fine Nettuno perse e la sua anima fu imprigionata al Polo Nord. Atena mandò gli otto cavalieri a controllare che le cose non cambiassero, ma col tempo costoro dimenticarono le loro origini e divennero i Blue Warriors. Al suo successivo risveglio, Nettuno riedificò il suo tempio, posizionandolo stavolta nel Mar Mediterraneo. Sette generazioni dopo, Atena fece erigere agli abitanti di Atene dodici templi, che poi riunì col nome di Grande Tempio. Alla guida del Grande Tempio fu messo il più valoroso fra i cavalieri col titolo di Grande Sacerdote. Comunque, quando il male sta per tornare, Atena si reincarna in modo da riordinare le sue truppe in vista della battaglia. Dopo la creazione del Grande Tempio vi fu un'epoca di caos, durante la quale Atena ed i cavalieri affrontarono i Giganti in una battaglia nota come Gigantomachia. La Dea stessa dovette intervenire contro il nemico più forte, che alla fine fu sconfitto ed imprigionato sotto l'Etna. Dopo questa guerra, i cavalieri affrontarono Ares, Dio della Guerra ed amico di Hades. Questa fu la battaglia più difficile, Ares usò le sue quattro armate di Bersekers (i suoi cavalieri) contro i guerrieri di Atena, che all'epoca erano 58. Per la prima volta Atena dovette permettere ai suoi cavalieri di utilizzare le armi della Bilancia e grazie ad esse Ares fu respinto fin nell'aldilà, dove Hades gli offrì protezione.
Ciò causò la prima guerra tra Atena ed Hades,
e nel corso delle battaglie il Dio fu ferito da Seiya,
cavaliere di Pegasus. Dopo questa guerra vi furono molti
secoli di pace, durante i quali fu scoperta l'esistenza
dell'Inferno in terra, una piccola isola nell'Oceano
Pacifico, l'Isola della Regina Nera. L'isola era in realtà
tutto ciò che restava del continente Mu ed in essa furono
nascoste le prime armature nere, create da un alchimista
ribellatosi ad Atena. Le armature, seppur potenti, non
furono mai riconosciute da Atena. Col passare del tempo,
tutti coloro che non riuscivano a diventare cavalieri
andavano all'Isola Nera, dove potevano ottenere una corazza
senza alcuna fatica. Atena decise alla fine di mandare lì un
cavaliere in modo da impedire alla situazione di degenerare.
Costui doveva essere potente, in modo da sistemare le cose,
ma al tempo stesso non molto importante per il Grande Tempio
perché avrebbe dovuto restare lì per sempre. Il Grande
Sacerdote dell'epoca decise di usare l'isola come prigione e
vi inviò gli uomini più crudeli del Grande Tempio, con
indosso una maschera in segno di punizione. La maschera era
il sigillo dell'Isola, chi voleva fuggire doveva riuscire a
distruggerla, prima che la maschera avesse il sopravvento su
di lui 8. Gli alchimisti ribelli non avevano le conoscenze
sufficienti per produrre qualcosa di superiore a copie delle
armature di bronzo, ed in particolare al loro modello,
l'armatura della fenice, e questo spiega l'esistenza delle
tante armature "nere" della fenice indossate dai soldati di
Phoenix. Nella storia dell'umanità, Phoenix è stato il primo
cavaliere a riuscire ad indossare l'armatura della fenice,
l'unico ad avere un cosmo abbastanza potente. Il 1793,
l'anno della luce, vide il ritorno dell'oscurità sulla
terra. Hades si risvegliò e, spinto dal disgusto verso gli
uomini, dichiarò loro guerra. Fortunatamente, ben 73
cavalieri, il numero più alto mai raggiunto, avevano
conquistato le loro armature e costituivano le file
dell'armata di Atena. Contro di loro vi erano però le truppe
di Hades, gli Spectre, protetti dalle loro nere Surplici. La
terribile battaglia si concluse con la vittoria di Atena, ma
solo due cavalieri sopravvissero: Sion, discendente del
popolo di Mu, e Libra. Dopo di allora la pace, finché nel
1973 Hades si risvegliò e, in attesa di prendere possesso
del corpo di Andromeda, corruppe l'anima di Gemini sperando
di fargli prendere il controllo del Grande Tempio, un piano
che i cavalieri riuscirono a sventare. |