Orion
Orion
è il più forte tra i Cavalieri di Asgard e il secondo in
comando dopo Ilda di Polaris, alla quale è molto leale. È
altissimo, dal fisico imponente, ha capelli castano chiaro e
occhi azzurri. Durante il suo addestramento da Cavaliere
uccise un drago che infestava Asgard e si bagnò con il suo
sangue, diventando così invulnerabile, tranne in un punto
vicino al cuore, dove una foglia si era posata, impedendo
all'eroe di bagnare anche quella parte del suo corpo col
sangue del drago, proprio come avvenne al Sigfrido della
saga dei Nibelunghi.
La sua stella
rappresenta il Drago a due teste, è l'ultimo a scendere in
campo contro i cavalieri, che hanno ormai raggiunto il
palazzo. Dopo aver lasciato Andromeda, impegnato a battersi
contro Mizar, e Cristal, svenuto per la fatica di
distruggere una frana di massi davanti all'ingresso della
sala principale del palazzo, Pegasus giunge di fronte ad
Orion, possessore dell'ultimo zaffiro, e cerca di batterlo.
I suoi tentativi sono però destinati al fallimento, Orion è
infatti invulnerabile. Ciò poiché durante l'addestramento
Orion uccise un drago e si bagnò del suo sangue che,
coprendolo, lo rese invincibile. La difesa di Orion è dunque
insuperabile, ma la sua forza è soprattutto nell'attacco, e
così Pegasus, travolto dalla "Spada di Asgard" uno dei colpi
segreti di Orion, perde i sensi. Prende il suo posto in
battaglia Phoenix, appena sopraggiunto, ma alla fine anche
lui è sconfitto, proprio come Andromeda e Cristal, colpiti
entrambi dalla "Spada di Asgard". Pur ferito, Pegasus si
rialza per continuare a combattere, e le sue parole sullo
stato di Ilda sollevano dei dubbi nel cavaliere, che aveva
notato alcuni strani cambiamenti. Orion deve comunque
lottare e così Pegasus subisce il suo colpo più forte, gli
"Occhi del Drago" e, nonostante l'intervento di Tisifone che
cerca di fermare il colpo, è scagliato al suolo. Resta solo
Sirio, appena sopraggiunto ma privo dell'armatura, a poter
sconfiggere Orion. I colpi di Dragone sono però inefficaci,
e Sirio, che tenta anche la pienezza del Dragone prima di
capire che se la dovesse usare, lo zaffiro si perderebbe
nello spazio, subisce sia la "Spada di Asgard" che gli
"Occhi del drago". Pur privo di armatura, Sirio si rialza e
scaglia il Drago Nascente, mentre Orion usa gli "Occhi del
Drago". Sirio viene travolto e ferito gravemente, ma per la
prima volta anche Orion subisce il colpo. Sirio narra che,
secondo il mito, quando Orion si bagnò del sangue del drago,
una foglia si posò sulla sua schiena, impedendo al sangue di
bagnare quel piccolo punto. Siccome però loro non possono
colpire alle spalle per codice d'onore, il punto debole è
raggiungibile solo dal torace e corrisponde al cuore. Sirio
poi ricorda a Pegasus il loro incontro nella guerra
galattica e lo esorta a colpire come allora poiché il suo
punto debole è lo stesso di quello di Orion. Sembra tutto
finito, ma il cavaliere d'Asgard si rialza, il colpo di
Sirio si è infatti fermato sull'armatura, ma ciononostante
Dragone è soddisfatto: "il mio obiettivo era solo mostrare a
Pegasus dove colpire, non con parole, ma con azioni. A lui
ora la conquista dell'ultimo zaffiro, nelle sue mani la
salvezza dell'umanità." Afferma prima di svenire. E così,
mentre lo spirito di sincera amicizia di Sirio e Pegasus
accentua i dubbi di Orion, il cavaliere di Atena si rialza
e, riesce, con colpi precisi, ad andare vicino al cuore di
Orion, vulnerabile solo mentre il cavaliere scaglia gli
"Occhi del Drago". Lo scontro è però interrotto dall'arrivo
di Syria, cavaliere di Nettuno, che, dopo aver rivelato che
è stato proprio Nettuno a dare l'anello magico ad Ilda,
attacca i cavalieri con il suono ipnotico del suo flauto.
Orion allora, persuaso della veridicità delle parole di
Pegasus, lo affronta l'ultima volta e, colpito al cuore, gli
consegna il suo zaffiro. Fatto ciò si volge contro Syria e,
siccome non riesce ad evitare il suono del flauto neppure
rompendosi i timpani, si scaglia contro il cavaliere di
Nettuno e lo porta con se nello spazio con un colpo simile
alla Pienezza del Dragone, sacrificandosi. La scomparsa di
Orion rattrista i cavalieri, consapevoli che se le
circostanze fossero state diverse, loro ed Orion sarebbero
potuti essere amici e che, proprio come loro, Orion è un
guerriero pronto a sacrificarsi per ciò in cui credeva.
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