Megres
Malvagio
ed astuto, oltre che viscido e sleale, questi è Megres, il cui cosmo rappresenta il cristallo di ametista.
Megres era il discendente di un'importante famiglia di saggi
guerrieri Asgardiani, ed era famoso per la sua intelligenza
e astuzia. Era il solo Cavaliere di Asgard a conoscenza
della possessione di Ilda di Polaris da parte dell'anello
del Nibelungo, e cercava di sfruttare la guerra contro Atena
per conquistare il mondo. Prima della possessione di Ilda
aveva infatti letto nella sua biblioteca di famiglia un
libro in cui veniva narrata la storia degli zaffiri di Odino
e il loro ruolo nel richiamo di Balmug, che Odino aveva
lasciato nel caso un potente nemico avesse minacciato Asgard.
Megres capì il potere che avrebbe avuto lui (e attraverso di
lui la sua famiglia) se fosse riuscito ad impadronirsi di
Balmug, usurpando il posto di Hilda e sottomettendo i
Cavalieri di Asgard per poi controllare il pianeta Terra.
Cosa però resa impossibile dal fatto che le armature del
nord erano sigillate e con esse gli zaffiri, almeno fino
alla possessione di Ilda da parte dell'Anello del Nibelungo.
Dopo aver ottenuto da Ilda il permesso di combattere senza
rispettare il codice d'onore, Megres incontra Castalia,
recatasi ad Asgard per aiutare i cavalieri, e dopo aver
capito con astute domande per quale cavaliere la
sacerdotessa fosse giunta ad Asgard ed averla sconfitta in
un breve scontro, Megres decide di usarla come esca. Per
questo scopo la rinchiude in una teca d'ametista, che, man
mano che il tempo passa, l'indebolirà fino ad ucciderla, e
poi attende l'arrivo di Pegasus, che ha percepito il cosmo
di Castalia abbassarsi di intensità. Pegasus affronta Megres,
ma è frenato dalla preoccupazione per Castalia. Megres
afferma infatti di poter essere l'unico a liberarla e vuole
in cambio lo zaffiro di Thor. Dopo molte esitazioni, Pegasus
finalmente si scuote, ma è comunque costretto alla resa da
Megres che, visti fallire i suoi tentativi di far arrendere
l'avversario, impugna la sua arma, una spada di ametista
dalla cui lama si sprigionano le fiamme. Grazie alla spada
infuocata, Megres sconfigge Pegasus e, presogli lo zaffiro,
rinchiude anche lui in una teca d'ametista per attirare gli
altri cavalieri e prendere i loro zaffiri. Sono gli zaffiri
infatti il vero obiettivo di Megres, unico a conoscenza
della situazione di Ilda, prigioniera dell'anello magico.
Egli era infatti presente quando la sacerdotessa fu
costretta a prendere l'anello e, dopo aver in un primo
momento pensato di salvarla, decise poi di usare Balmunk per
ucciderla e sottomettere i popoli alla sua volontà "E' nel
pugno di Megres la vostra inutile vita!" immagina di dire.
Per raggiungere i suoi obiettivi ha però bisogno degli
zaffiri di Mizar, Orion e dei cavalieri. A portargli il
terzo zaffiro è Cristal, accorso in aiuto di Pegasus e come
lui frenato dalla preoccupazione per l'amico. Ma siccome
Megres non riesce a sconfiggere Cristal, portatolo al centro
della foresta, risveglia con i suoi poteri le anime della
natura, aizzandole contro il cavaliere del cigno. Gli alberi
allora iniziano ad avanzare e colpiscono Cristal con i loro
rami e le loro radici. Sul punto di essere imprigionato
nella teca d'ametista, Cristal è salvato dall'arrivo di
Sirio. Dragone, che non è a conoscenza della situazione di
Pegasus e Castalia, può lottare più liberamente, tantopiù
che la spada infuocata è inutile contro il suo scudo, ma
Megres è deciso a vincere anche per lavare una vecchia onta:
suo padre fu infatti sconfitto dal maestro dei cinque
picchi, e lui vuole vendicarlo. Proprio il maestro spiega a
Sirio come difendersi dalle anime della natura, e cioè
raggiungendo una piena tranquillità interiore, che impedisca
alle anime di localizzarlo. Per fare ciò però Sirio non può
muoversi ed è soggetto agli attacchi di Megres, che inoltre
per distrarlo gli dice di Pegasus e gli rivela i suoi piani.
Obbligato a vincere, Sirio si priva dell'armatura ed induce
Megres, ancora impegnato ad usare le anime della natura, a
scagliare la teca d'ametista. Per fare ciò, Megres smette di
controllare le anime, e così Sirio può scagliare il Drago
nascente ed uccidere il suo avversario. Alla morte di Megres,
le teche di Castalia e Pegasus si frantumano, lasciandoli
liberi. Pegasus e Cristal possono così proseguire, mentre
Sirio, esausto, sviene nella foresta.
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